E' quasi scontato dire che in nessuna città al mondo più che a Roma, la culla del cattolicesimo, ogni festività religiosa sia un misto di sacro e profano, di grande partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose e di un tipo di festa che poco o nulla a che a fare con la fede.
Pasqua, così come il Natale, è tutto questo ed in più buona cucina ovvero la riscoperta delle tradizioni tipiche romane che rendono tali i giorni di festa esaltando sapori e fungendo da vero e proprio collante familiare.
La festa della Pasqua è certamente una delle più sentite dai fedeli. La Chiesa cattolica celebra prima la morte e poi la resurrezione di Cristo in un climax di sentimenti di tristezza per il calvario del Signore, la partecipazione alla sua sofferenza, la Via Crucis che viene ripetuta attraverso le strade di Roma con le stazioni simboli del dolore patito da Cristo e poi si festeggia la buona notizia della resurrezione, l'ascesa di Cristo alla destra del Padre.
La città viene immersa in questi sentimenti anche fisicamente: le strade della capitale sono invase dai fedeli nei giorni precedenti la domenica pasquale giorno in cui si raccolgono in Piazza San Pietro per la consueta Messa di resurrezione celebrata del Papa. Una massiccia partecipazione dei fedeli che ricordano così le fondamenta del cristianesimo e la fede di coloro che hanno creduto nel miracolo della rinascita di Cristo.
Ma dall'altra parte la Pasqua ha, come tutte le festività religiose, i suoi aspetti meno legati alla religione ma solo apparentemente. Uno è certamente quello della cucina romana che diventa protagonista nelle case dei cittadini ma anche nei ristoranti, trattorie dove i romani amano molto mangiare nei giorni festivi. Dicevamo che la cucina è solo in apparenza slegata dalla religione: ciò è assolutamente vero in quanto ciò che mangiamo oggi durante i giorni della Santa Pasqua è strettamente legato alla tradizione antica ebraica e cristiana: e l'agnello e la colomba ne sono solo due simboli.
L'agnello costituisce senza dubbio il piatto principale del pranzo pasquale, cucinato allo scottadito come amano i romani, ma non solo: brodo di carne, fettuccine all'uovo, contorni di patate al forno e cicoria, le puntarelle ed i carciofi e per dolce la colomba con mandorle e canditi.
Le festività della Pasqua sono particolarmente amate dai ragazzi per il lunedì dell'Angelo, giorno comunemente detto della Pasquetta, dedicato alla consueta gita fuori porta.
La meta preferita dai romani sono i tanti comuni che si trovano a sud della capitale e che vengono detti i Castelli Romani: Ariccia, Frascati, Albano, Rocca Priora, Rocca di Papa e tantissimi altri caratterizzati dalla tranquillità e della serenità, ovvero l'opposto del caos cittadino di Roma, dall'aria salubre, dalla possibilità di passeggiare in campagna ed in collina e dal buon vino che viene accompagnato dagli avanzi del giorno precedente che vengono portati in gita a cui si somma la tipica torta di formaggio romana.
Una gita ai Castelli è il modo migliore per ricaricare le pile in vista del ritorno alla routine quotidiana.
E' quasi scontato dire che in nessuna città al mondo più che a Roma, la culla del cattolicesimo, ogni festività religiosa sia un misto di sacro e profano, di grande partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose e di un tipo di festa che poco o nulla a che a fare con la fede.
Pasqua, così come il Natale, è tutto questo ed in più buona cucina ovvero la riscoperta delle tradizioni tipiche romane che rendono tali i giorni di festa esaltando sapori e fungendo da vero e proprio collante familiare.
La festa della Pasqua è certamente una delle più sentite dai fedeli. La Chiesa cattolica celebra prima la morte e poi la resurrezione di Cristo in un climax di sentimenti di tristezza per il calvario del Signore, la partecipazione alla sua sofferenza, la Via Crucis che viene ripetuta attraverso le strade di Roma con le stazioni simboli del dolore patito da Cristo e poi si festeggia la buona notizia della resurrezione, l'ascesa di Cristo alla destra del Padre.
La città viene immersa in questi sentimenti anche fisicamente: le strade della capitale sono invase dai fedeli nei giorni precedenti la domenica pasquale giorno in cui si raccolgono in Piazza San Pietro per la consueta Messa di resurrezione celebrata del Papa. Una massiccia partecipazione dei fedeli che ricordano così le fondamenta del cristianesimo e la fede di coloro che hanno creduto nel miracolo della rinascita di Cristo.
Ma dall'altra parte la Pasqua ha, come tutte le festività religiose, i suoi aspetti meno legati alla religione ma solo apparentemente. Uno è certamente quello della cucina romana che diventa protagonista nelle case dei cittadini ma anche nei ristoranti, trattorie dove i romani amano molto mangiare nei giorni festivi. Dicevamo che la cucina è solo in apparenza slegata dalla religione: ciò è assolutamente vero in quanto ciò che mangiamo oggi durante i giorni della Santa Pasqua è strettamente legato alla tradizione antica ebraica e cristiana: e l'agnello e la colomba ne sono solo due simboli.
L'agnello costituisce senza dubbio il piatto principale del pranzo pasquale, cucinato allo scottadito come amano i romani, ma non solo: brodo di carne, fettuccine all'uovo, contorni di patate al forno e cicoria, le puntarelle ed i carciofi e per dolce la colomba con mandorle e canditi.
Le festività della Pasqua sono particolarmente amate dai ragazzi per il lunedì dell'Angelo, giorno comunemente detto della Pasquetta, dedicato alla consueta gita fuori porta.
La meta preferita dai romani sono i tanti comuni che si trovano a sud della capitale e che vengono detti i Castelli Romani: Ariccia, Frascati, Albano, Rocca Priora, Rocca di Papa e tantissimi altri caratterizzati dalla tranquillità e della serenità, ovvero l'opposto del caos cittadino di Roma, dall'aria salubre, dalla possibilità di passeggiare in campagna ed in collina e dal buon vino che viene accompagnato dagli avanzi del giorno precedente che vengono portati in gita a cui si somma la tipica torta di formaggio romana.
Una gita ai Castelli è il modo migliore per ricaricare le pile in vista del ritorno alla routine quotidiana.